sabato 27 febbraio 2016

Recensione: Everneath


Salve lettori e bentornati nei nostri sabati. Pronti a scoprire un nuovo libro? 
Oggi vi parliamo del primo libro della serie che prende il nome proprio da questo. Continuate a restare con noi.

  • Titolo: Everneath
  • Autore: Brodi Ashton
  • Casa editrice: DeAgostini
  • Numero pagine: 302
  • Da acquistare o no? No
  • Link: http://www.amazon.it/Everneath-Brodi-Ashton-ebook/dp/B019IXYIU2/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1456477751&sr=8-1&keywords=everneath
  • Voto: 5


Voto copertina:


Nikki Beckett è stata risucchiata all’inferno. Uno strano inferno chiamato Everneath, popolato dagli Eterni, esseri che per sopravvivere devono nutrirsi delle emozioni del genere umana.
Dopo cento anni (sei mesi sulla terra) passati nell’Oltretomba a lasciare che l’Eterno che l’ha rapita si nutra di lei, Nikki può finalmente tornare sulla terra per altri sei mesi e cercare di sfruttare il tempo che le resta per stare con Jack, il ragazzo che ama e non ha mai dimenticato, e la sua famiglia, prima che l’inferno torni a reclamarla. Tuttavia, l’Eterno che ha causato la sua scomparsa, Cole, è deciso a riportarla con sé il prima possibile e a farla diventare la sua regina.


Everneath parte con una premessa molto interessante, intende riprendere il mito di Ade e Persone e riadattarlo, creando un mondo in cui non solo il loro mito ma anche tanti altri (Orfeo ed Euridice tra questi) sono realtà.
Purtroppo, quello che poteva essere un ottimo libro, con uno stile di scrittura fluido e una grammatica priva di errori, cade presto nella banalità.
Il libro è una lunghissima e alquanto noiosa introduzione al capitolo successivo. Nella realtà dei fatti, l’azione è quasi totalmente assente e per tutto il romanzo assistiamo ai sensi di colpa di una ragazza ancora innamorata del suo ex ragazzo e indecisa sul se tentare di conquistarlo oppure no.
Dopo sei mesi di assenza e solo sei mesi per stare di nuovo con le persone che ama, la sua famiglia passa quasi totalmente in secondo pieno e le viene dedicata solo qualche sporadica scena.
Il triangolo tra Nikki, Jack e Cole non funziona. Innanzitutto per la povera caratterizzazione dei personaggi che non permette al lettore di simpatizzare con loro. Nikki è totalmente presa da se stessa e da Jack: Jack è tutto quello che lei vive, respira, pensa, ogni sua azione è totalmente guidata da quello che prova per lui.
Jack è piatto, banale. Non si riesce a capire cosa spinga lei ad amarlo così tanto, né cosa spinga lui da amare così tanto lei.
Cole. Cole è la vera delusione di questa storia. Dovrebbe essere il cattivo e allo stesso tempo il terzo vertice del triangolo ma tutto quello che riesce a fare è risultare insopportabile. Nel tentativo di convincerla a tornare con lui nell’Everneath, Cole cerca di distruggere ogni sua relazione nel presente con metodi meschini e conversazioni prive di senso. L’antagonista dovrebbe avere un piano, un metodo e un fine, dovrebbe agire d’astuzia, avere una psicologia quasi inoppugnabile e allo stesso tempo risultare affascinante. Cole non è niente di tutto questo, purtroppo.
La mitologia non è spiegata abbastanza bene, è piuttosto un ammasso di informazioni buttate qua e là ma che non dicono davvero niente di concreto sull’Everneath e sulla sua, pare, cattivissima regina. È tra l’altro una mitologia mescolata, si inizia con il mito greco di Ade e Persefone, ma poi si passa ad Orfeo ed Euridice ed infine si finisce agli egizi, che non si capisce bene cosa c’entrino.
Per concludere, questo libro mi ha decisamente delusa e annoiata. Avrebbe potuto essere una bella storia ma non è stata sfruttata, a mio parere, nel modo giusto.

Fede

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